Presentazione: guardarsi intorno

Il paesaggio alpino visto dalla collina di Saint-Pierre. Valle d'Aosta
Nella storia della fotografia sono state eseguite panoramiche sin dall'epoca del dagherrotipo. La riproduzione meccanica ereditava l'esperienza del vedutismo nella pittura e della stampa litografica utilizzata sulle riviste ottocentesche da geografi e viaggiatori sulla base di appunti, schizzi e racconti.   
Il bisogno era quello di avere una visione più vasta che consentisse allo sguardo di andare oltre la normale percezione dell'occhio umano. Se lo sguardo è in continuo movimento, la mobilità degli occhi poteva essere riprodotta con un meccanismo rotatorio della fotocamera o dello stesso fotografo che era  in grado di abbracciare un campo esteso sino a 360 gradi. Si voleva ottenere insomma una visione totale con una sola immagine, oppure con molte immagini dello stesso luogo eseguite in sequenza e perfettamente allineate l'una dopo l'altra. Con la fotografia panoramica on si voleva riprendere un singolo frammento della realtà che poteva fornire "una" emozione o testimonianza, ma dare al fruitore dell'immagine una visione totale di cosa fosse il mondo che si aveva davanti agli occhi. 
In questo blog renderò pubbliche le mie esperienze di fotografia panoramica che ho realizzato in diversi momenti del mio lavoro. Una situazione piattamente banale ripresa utilizzando la visione panoramica diventa altro e osservarla impone un movimento dell'occhio che è anche, e soprattutto, un atto di riflessione in controtendenza con la visione rapida e spesso distratta delle immagini al giorno d'oggi. Per capire ed apprezzare una panoramica, insomma, ci vuole qualche secondo in più.
Ponte sulla Dora Baltea. Aosta.

Mercato delle pulci. Lione.
Al prossimo post e buon anno!

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